Alpeggi di Vanzone
Partecipa
Alpeggi

La Valle Anzasca oltre ad essere il preludio del Monte Rosa e' anche un luogo ricolmo di suggestioni storiche calate nello svolgersi apparentemente immutabile delle generazioni.
In questo solco vallivo, che evidenzia immediatamente i suoi connotati glaciali con fianchi erti senza respiro e ricoperti da boschi, propone allo sguardo l'antica fatica degli uomini per strappare terra alla pendenza. Degno d'attenzione risulta il borgo di Vanzone e particolarmente la sua frazione Roletto (690 m.).

Incamminandoci poco oltre la parrocchiale scorgiamo una cappelletta il cui basamento inferiore e' una fontana. All'interno è raffigurato un Cristo intento a dialogare con una classica figura femminile, drappeggiata d'un violetto quasi trasparente, che regge una brocca. Il dipinto reca la firma del Professor Enrico Mariola e la data di composizione: 1913.

A fianco sta un'area di sosta con una ruota di mulino a mo' di tavolo.Il mulino lo troveremo poi più avanti in buono stato sul Rio Roletto lungo la strada che porta a Ronchi di Fuori. Lì scorgiamo opportuni cartelli escursionistici ove è indicata la nostra meta vale a dire l'alpe Albera (o Albra a seconda delle diverse stratificazioni linguistiche). A Ronchi di Fuori segnaliamo sulla destra, appena prima di salire, un fienile che riassume in sé i due significati architettonici della Valle Anzasca: il legno (cultura walser alemanna) e la pietra (latino romana).
Il sentiero ben tracciato s'inerpica ripido tra boschi di castagno ed in breve - dopo aver oltrepassato un roccia incisa con una pregevole croce - raggiungiamo la segnalazione per Mugnalp di Sotto (1060 m.), bell'insediamento con mirabile vista su Banni Anzino e la prospiciente Val Rosenza. Salendo per prati si arriva quindi a Mugnalp di Sopra (1146 m.), un complesso montano ancora più intimo, quasi da cartolina. Seguendo le tracce camminiamo ancora e dopo aver attraversato una valletta in uno scenario che ha tutto il sapore delle propaggini della Val Bianca, arriviamo ad Albra (1067 m.).Alpe (non segnata sulle carte) che ci accoglie ridente e solatia dopo aver sottopassato un cartello sospeso che fa tanto "frontiera".
Da qui a monte vediamo il gruppo di baite di Troggione - sulla via che porta al Passo di Vallaretto - e dall'altra parte l'alpe Cingora, terminale del sentiero che scende dalle miniere dei Cani.
Facile allora rievocare, osservando il panorama, le leggende intorno alla ferocia del capitano di ventura Facino Cane o percepire dal fondovalle echi delle parole scritte dal Bianchetti nell'opera " L'Ossola inferiore " a proposito della cacciata dei Cani e l'assalto alla Torre di Battiggio…e il grido di vendetta echeggiò come tuono per tutta la valle…vincendo il rumoreggiare dell'Anza.
Consigliamo di non scendere da Albra a fondovalle lungo il costolone boscato poichè il preesistente sentiero - a tratti assai ripido - che partiva da un rudere a sinistra dell'alpeggio non è più battuto e risulta di difficile rinvenimento. Meglio dunque ritornare sui propri passi e ripercorrere l'itinerario d'andata sazi di suggestioni e leggende di epoche antiche.

Tempo: 2 ore
Difficoltà: E (escursionistica)
Cartina: Kompass 1.50.000 "Domodossola", foglio nr.88

Claudio Zella Geddo

made with love from Joomla.it

operatori turistici

Con oltre 140.000 visite annue ossola.com è dal 1997 il portale turistico numero uno delle valli dell'Ossola. Se sei interessato ad avere visibilità su questo portale contattarci ora!